martedì 4 marzo 2008

Effetto Mooncup

Sembra incredibile, ma i segnali di un’epidemia di buon senso si moltiplicano.

Giovedì scorso, durante la puntata di Anno Zero, viene trasmesso uno spezzone in cui Grillo parla di un rivoluzionario e innovativo sostituto degli assorbenti intimi femminili (ne aveva già parlato nei suoi spettacoli).

Il giorno seguente molte edizioni on-line di quotidiani rilanciano la cosa e in poche ore tutti i blog “ecosensibili” stanno già parlando della Mooncup.

La Mooncup è una coppetta in silicone chirurgico che si inserisce nella parte bassa della vagina per raccogliere il flusso mestruale. È atossica, anallergica e si può utilizzare la stessa coppetta per alcuni anni di seguito (fino a 10), basta lavarla e sterilizzarla ogni tanto (esiste anche un prodotto analogo in lattice naturale chiamato The Keeper, uno Finlandese che si chiama Lunette e uno americano chiamato Diva Cup).

Questo riduce l’utilizzo degli assorbenti usa e getta. Risparmiano le donne perché l’oggetto costa attorno ai 35 euro (spese di spezione incluse), il pianeta è felice perché si abbattono meno alberi e dalle discariche scompaiono milioni di pannolini per signora (che hanno un tempo di degradazione in discarica di circa 500 anni).

L’uso della coppetta richiede un pochino di pratica le prime volte e una buona confidenza della donna con il suo corpo. Per il resto si raccolgono innumerevoli testimonianze entusiastiche.

La cosa ancora più incredibile è che questo tipo di prodotto è in circolazione dal 1930 (magari in forme meno evolute di quella attuale, ma pur sempre funzionanti).

Cosa ha impedito che si diffondesse prima?

Uno dei fattori sembra la scarsa capacità della nostra cultura di mettere a proprio agio le persone con il proprio corpo. Le donne hanno paura di toccarsi, preferiscono non conoscersi, non avere rapporti con sé stesse quindi, anche se scoprono il prodotto scartano l’opzione senza provare. L’altro è che un prodotto usa e getta sviluppa un business maggiore e quindi l’approccio consumistico è quello che ha dominato questo settore.

Nonostante questo, migliaia di donne in queste ore si sono interessate alla Mooncup. I negozi che la vendono hanno esaurito le scorte e mi piacerebbe sapere quanti sono gli acquisti fatti sul sito dell’importatore italiano del prodotto.

Perché il buon senso comincia timidamente a diffondersi, viviamo un epoca con grandi potenzialità e ci sono tante persone in grado di capire quando un prodotto può fare la differenza.

Ecco perché vi dico: usiamo il mercato, mettiamo le mani sul volante. Facciamo in modo che prodotti di questo tipo si incontrino con il pubblico e vedremo grandi cambiamenti in tempi brevi.

Perseguiamo l’effetto Mooncup e passiamo parola ogni volta che scopriamo che una cosa che oggi è fatta in modo stupido può essere fatta in modo intelligente con beneficio di tutti. Il comune di Maserada sul Piave, già paladino dei pannolini lavabili per bambini, regalerà le Mooncup durante la festa della donna.

Cercate i circuiti virtuosi nel mercato e praticateli con assiduità, saranno un arma formidabile nelle mani della rivoluzione.

11 commenti:

Laura ha detto...

come sempre vorrei essere d'accordo con il tuo ottimismo ma non lo sono....
io uso i pannolini lavabili, a fasi più o meno alterne (cioè saltando i periodi di virus gastrointestinali, vacanze etc), da quando enrico è nato. Li trovo molto comodi, non quanto gli usa e getta, ma ci sono altri vantaggi innegabili (soldi e ambientein primis). Continuo a dire che non è un gran lavoro mettere in lavatrice dei pannolini ogni due giorni, e poi stenderli. Le reazioni sono diverse: da chi dice che evidentemente non ho nienteda fare, a chi dice solo che non ce la farebbe, a chi dice che tu sei tanto brava ma no,grazie. Questi ovviamente sono i commenti di chi NON li usa (ho trovato finora solo una persona che li ha provati e ha lasciato perdere). I commenti di chi li usa invece sono sempre positivi. Lo stesso vale per la Mooncup.Se vai sul mio blog c'è un commento proprio su questo che la dice lunga... Comunque i commenti negativi sono sempre di chi NON conosce il prodotto, mentre chi lo usa ne è in genere entusiasta. Questo dovrebbe fare pensare, invece le cose non cambiano...
e io vorrei che chi mi dice, probabilmente prendendomi in giro, che sono tanto brava a usare i lavabili (ma non solo..anche i fazzoletti di stoffa, i tovaglioli di stoffa, piatti e bicchieri di plastica quasi mai) si pagassero anche la mia TARSU...

ps della Mooncup han parlato anche a Caterpillar

tortadimele

Laura ha detto...

ec: si pagassero = si pagasse

RivoluzioneMorbida ha detto...

Sono pienamente d'accordo con te, caro amico. Trovo molto semplice il tuo ragionamento, ma meno semplice i sistemi per reggiungere la conoscenza. Mi rendo conto che per deprogrammarci abbiamo bisogno di un lungo periodo di tempo (almeno tanto quanto è stato necessario a programmarci).... ma il tempo stringe.

Bisogna alla svelta, ma davvero velocemente, pensare in modo alternativo.

Sono davvero fiducioso che, per volontà, o meglio, per necessità, ormai, la coscenza del genere uamano si stia ridestando.

Probabilmente (ed è questa l'unica possibilità per sopravvivere) questo ci porterà ad un nuovo stadio evolutivo, bypassando la fase di de-programmazione. Ovvero, la nuova coscenza ci porterà fuori dal pantano in modo naturale, logico, semplice.... Questa è quella che viene definita l'intelligenza dalla centesiam scimmia... è già avvenuto in passato, speriamo torni ad avverarsi.

Ti leggo molto volentieri, vai avanti così!

sembraincredibile ha detto...

Grazie dell'incoraggiamento collega rivoluzionario, se vuoi mandami un post sulla centesima scimmia, mi pare un tema interessante e di pubblica utilità, lo pubblico subito. Se vuoi usare mio materiale sul tuo blog sei il benvenuto, facciamo girare le idee.

lollodj ha detto...

Da maschio, quando ho sentito il discorso di Grillo ero molto scettico, ma se tante donne dicono che funziona non posso che crederci.
Una cosa del genere era già successa, proprio con Grillo, con gli spazzolini ecologici e le ricariche dei detersivi, finiti poi però in un fuoco di paglia. Speriamo che stavolta qualcosa resti.

RivoluzioneMorbida ha detto...

Caro sembraincredibile,
non posso che citare wikipedia con la leggenda della centesima scimmia (teoria davvero interessante anche se mai dimostrata, ma che apre orizzonti che noi umani stiamo lentamente raggiungendo... almeno così spero).


da wikipedia:

Il Fenomeno della centesima scimmia è un supposto fenomeno paranormale in ambito sociale che lo scrittore inglese Lyall Watson dichiarò di avere osservato per la prima volta nel 1979 nell'isola giapponese di Koshima. In realtà, si tratta di un mito pseudoscientifico, come mostrato da successive analisi e rivelato dallo stesso Watson alcuni anni più tardi.

Esso riguardava il comportamento di un gruppo di macachi che avevano imparato spontaneamente a lavare le patate per eliminare la sabbia e altre incrostazioni prima di mangiarle. Le prime scimmie imparavano faticosamente la tecnica dai primi macachi che avevano cominciato a lavare le patate. Questo fenomeno è ben noto e studiato dai primatologi.

Tuttavia, Watson affermò che improvvisamente, dopo che novantanove macachi avevano dovuto apprendere la tecnica nel modo consueto, una centesima scimmia aveva anch'essa imparato a lavare le patate: l'esistenza di questa "massa critica" di scimmie allenate aveva aperto una non meglio precisata porta di natura paranormale, e da quel momento un gran numero di scimmie, non solo nella stessa isola ma persino in altre isole molto lontane, avevano cominciato a lavare le patate prima di mangiarle, senza aver avuto contatti diretti con il gruppo originario.

La lezione della centesima scimmia sarebbe stata chiara: se un numero sufficiente di persone, ovvero una "massa critica", sperimenta una stessa esperienza, ad un certo punto si produrrà lo stesso fenomeno transpersonale che si è verificato fra le scimmie giapponesi, e tutta l'umanità sperimenterà una trasformazione istantanea.

Ogni indagine successiva della vicenda della centesima scimmia ha mostrato rapidamente che si trattava di una leggenda. In realtà le scimmie avevano effettivamente imparato a lavare le patate, ma tutte nei modi ben noti dell'apprendimento per prove ed errori e dell'imitazione.

Infine, lo stesso Lyall Watson ha ammesso nel 1985 di avere largamente inventato la storia della centesima scimmia.

Grazie per la tua disponibilità per il mio blog, ne approfitterò senz'altro! Magari un giorno ti racconterò cosa stiamo organizzando ;-)

Laura ha detto...

per lollodj: gli spazzolini di cui parli tu li vendono alla coop, così come la maionese e il dentifricio senza cartone e i saponi/bagnoschiuma con la ricarica. Per ora non mi viene in mente altro, ma queste cose di sicuro sì...

tortadimele

sembraincredibile ha detto...

Bella però sta cosa della centesima scimmia (anche se finta), se vi interessa il tema ci sono teorie similari molto documentate, vi consiglio di leggere "La saggezza della folla". Lollo ha ragione Laura, ci sono sempre più prodotti di quel tipo in circolazione, è un processo lento, ma avanza inesorabilmente.

Sywen ha detto...

Vorrei rispondere a Laura per quanto riguarda i pannolini lavabili... io concordo moltissimo con chi ti dice che sei brava (perchè comunque ammettiamo che non è facile gestire un quintale di pannolini sporchi da lavare, anche se ogni due giorni), ma io per vissuto concordo anche con chi dice che non è nemmeno così facile. Mia sorella ha due gemelli e ha provato ad usarli ma si è incartata, e nonostante questo è una persona molto attenta all'ambiente ed "economa" nell'uso di prodotti che producono rifiuto, però ha abbandonato l'idea per diversi fattori: i pannolini lavabili devono essere acquistati in set, set che costa davvero molto (e la spesa con i pannolini usa e getta invece è dilazionata nel tempo), inoltre c'è bisogno di molto più spazio dove tenerli, sempre rispetto ai tradizionali, cosa che in un appartamento e magari con due gemelli diventa davvero complicata. Due fattori che sono veramente importanti quando combinati tra l'oro, ai quali si aggiunge il fattore tempo.. perchè in effetti anche se minimo, tempo ci vuole per lavare, stendere, piegare ed archiviare un "quintale" di pannolini. Questo per dire che in effetti, anche se appoggio totalmente chi fa questa scelta, ho visto personalmente i problemi di chi questa scelta non la fa.. e trovo che siano comunque comprensibili. Non trovo comprensibili lepersone invece che non hanno neanche uno di questi problemi e che nemmeno ci provano... questo no.

alebegoli ha detto...

Sono contenta che si cominci a parlare di Mooncup, Keeper, etc, queste notizie me le perdo perché, da quando ho un figlio, la mia razione di televisione si è ridotta a un paio d'ore al mese :-D

Concordo sull'analisi riguardante la scarsa diffusione del sistema: io le poche volte che ne ho parlato, anche da me (mi ci trovo benissimo da oltre dieci anni) sono stata guardata come una marziana, perfino dalla mia gine che comunque ha dovuto ammettere l'ottimo effetto in termini di calo di infezioni & C.

Riguardo ai pannolini lavabili, io li ho provati e abbandonati, sorry @laura, in compenso mi sono impegnata a tenerlo nudo appena possibile la prima estate, e svezzarlo la seconda, e son stata fortunata che a 20 mesi non c'è stato più bisogno di usare niente :-).

Speriamo nella massa critica, e che nel frattempo non ci sommergano masse di pannolini.

Silvia ha detto...

l' ho comprata e ne sono strafelice! E' molto più igienica degli assorbenti ed è anche più economica, se pendo che poi inquino meno ne sono felice....