martedì 1 aprile 2008

Dinamica delle piccole spinte

Sembra incredibile, ma questo non è un trattato di fisica. È invece un post su come accadono le cose che accadono nel mondo.

Dopo molti anni di osservazione sono arrivato a capire (magari solo perché sono un po' tardo) che bisogna resistere alla tentazione di immaginare che il mondo sia governato da grandi poteri capaci di ordire strategie sofisticate e di portarle a termine manovrando tutti come pedine di una scacchiera.

Nella maggior parte dei casi non è così.

I grandi poteri ci sono, come esistono persone estremamente influenti o lobby in grado di produrre effetti pesanti sulla realtà delle cose, ma il loro modo di agire è raramente lineare e diretto come ce lo immaginiamo. In poche parole, nella maggior parte dei casi non c'è nessun grande fratello a controllare le sorti del mondo.

Il mondo funziona attraverso la dinamica delle Piccole Spinte. Ogni entità che ne fa parte, uomini, cose, eventi naturali e non, contribuisce a generare, favorire, ostacolare, determinare gli eventi. Per capire meglio vi consiglio un trattato sull'argomento: il film di JFK di Oliver Stone (credo non sia difficile trovarlo a noleggio).

Chi ha ucciso il presidente Kenndy? Un efficace concerto di Piccole Spinte (magari non piccolissime in questo caso). L'insieme dei desideri, delle azioni, delle omissioni di un gran numero di persone che, anche con ragioni e motivazioni differenti, auspicavano che una cosa come quella accadesse. È la dinamica di contesto che ha permesso che quell'omicidio sensazionale si potesse compiere.

Provate a prendere per buono quello che vi ho detto e cominciate a guardare il mondo provando a leggerlo alla luce della dinamica della Piccole Spinte. Non dovete guardare lontano, basta osservare quel che accade in famiglia, sul lavoro, nella politica. È difficilissimo decidere qualcosa e agire in modo autonomo. Ogni azione, pensiero, iniziativa è istantaneamente mediata da migliaia di fattori esterni. Anche le più banali.

Se si arriva a comprendere e percepire questa fittissima rete che ci circonda ecco che si comincia anche a capire come usarla per ottenere cambiamenti. Un trucco che trovo piuttosto utile è quello di immaginare tutte le persone, le entità, le istituzioni, le forze presenti nel vostro campo di azione con una freccia in mano. Immaginate la freccia, visualizzatela e cercate di vederne direzione e dimensione.

Se fate in questo modo improvvisamente vi troverete con un'analisi piuttosto chiara della situazione di contesto delle vostre azioni. Sarà molto più facile valutare se un certo cambiamento è possibile e quanta energia serve per produrlo.

Un esempio tanto per capirci.

Voglio cambiare il modello distributivo che vede il packaging del prodotto come componente indispensabile e irrinunciabile del prodotto stesso (voglio ridurre i rifiuti insomma). Mi guardo intorno 2 anni fa e osservo le frecce: situazione normativa con una bella freccia che se ne frega del problema; consumatori con una bella freccia che guarda verso il contenuto di servizio dei prodotti (quindi se la confezione è comoda, ben venga); mezzi di comunicazione di massa con grandi frecce orientate allo stimolo dei consumi (a loro interessano gli investitori pubblicitari); ecc. È chiaro che non è aria: per spostare tutte queste frecce ci vorrebbe una energia enorme di cui non dispongo.

Se mi guarda attorno ora, invece, la situazione è molto differente, ci sono tantissime frecce collettive e individuali che puntano nella direzione giusta o quasi. Per orientarle nel modo che mi interessa è necessaria quindi molta meno energia, forse basta generare qualche piccola spinta focalizzata allo spostamento di una delle frecce più grandi e più facilmente raggiungibili: le catene della grande distribuzione organizzata. Ecco che si può tentare un operazione con il metodo 300.

Uso questo esempio solo perché a che ha letto il resto del blog risulterà familiare, ma la logica è sempre la stessa anche cambiando scala e obiettivi. Ecco quindi uno strumento utile al lavoro del rivoluzionario dolce. Cominciate a esercitarvi a riconoscimento dei sistemi di Piccole Spinte che agiscono attorno a voi. Non è un cambio di mentalità banale o scontato.

Ma soprattutto ricordatevi che abbiamo tutti la tendenza a ricomporre i sistemi di Piccole Spinte cercando delle sintesi e immaginando le frecce molto più grandi e coese di come sono nella realtà (tendiamo a vedere il Grande Fratello). Questo ci fa sembrare molto più deboli di come siamo realmente.

Per tornare al nostro esempio (chi non ha seguito veda i commenti a questo post), una grande freccia, come quella della grande distribuzione organizzata, è in realtà composta di tante frecce più piccole. Crai ha una freccia fortemente orientata nella direzione che ci serve, diversa da quella di Coop che aveva orientato la sua nella direzione giusta troppo presto e si è trovata costretta a fare marcia indietro. In queste differenze stanno le debolezze e le opportunità del sistema: sarà probabilmente più facile spingere Crai rispetto a Coop, se lo capiamo possiamo agire di conseguenza.

Per il momento mi fermo.
Se ne avete voglia ragionateci su e fate esercizio.
Un giorno vi tornerà utile.

Sappiate solo che ci sono un sacco di frecce disponibili a girarsi nella direzione giusta in questo momento.
Trovatele.

3 commenti:

silvia ha detto...

Qualche freccia si sta spostando nella giusta direzione...
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3033646.html?ref=hpsbdx2

sembraincredibile ha detto...

Bene, bene, bene.

Daria & Marco ha detto...

Questo post è geniale!

M.

Vedo dappertutto persone con freccine mutevoli che non sanno da che parte andare ... basta solo dire: "guarda che si va di qua..." e la gente risponde "ah, già, andiamo"

Bellissimo.