sabato 24 maggio 2008

La rivoluzione dolce di Rob Hopkins

Sembra incredibile, ma Rob Hopkins, ideologo e fondatore del movimento Transition, potrebbe avere veramente sviluppato un modello sensato, efficace e riproducibile di rivoluzione dolce.

Più studio il fenomeno Transition più mi piace. Pubblico qui una sua lunga intervista (in inglese) che riassume bene tutto il lavoro fatto fino ad ora.

2 commenti:

scoraggiata ha detto...

Non so una parola d'inglese!!!!!!!
riguardo al tema del coinvolgimento condivido l'analisi che ha fatto daria. Condivido l'attenzione sulla comunicazione, sul metodo, sulla forma da tenere, perchè la forma veicola anche un contenuto.
Non è una cosa facile da far passare, ad alcuni certe attenzioni sembrano una perdita di tempo.
C'è bisogno di autenticità, di spazi che ci permettano di sentirci intelligenti e capaci di contare davvero.
Ma qui siamo già avanti, il mio problema è quello di bucare la fitta nebbia dell'anestesia quotidiana, hai presente la tua teoria dell'orticello? complicala un po' e ci sei. Si potrebbe fare un bel manifesto mortuario che decreta la morte del mio paese e fare un bel funerale, per creare un paradosso che forse potrebbe svegliare gli animi.
Come si fa ad andare oltre le emergenze? per un po' si è cavalcato l'onda di un emergenza locale(l'insediamento di un megamega centro commerciale con ikea capofila)ma il tutto si è esaurito velocemente.
Adesso ci sarà un'altra onda su un tema molto sentito ma che fa leva sull'orticello, se ne vedranno e sentiranno delle belle.Lì secondo me è necessario usare tecnica e metodo per gestire la comunicazione, per bucare la cortina del brusio collettivo: fa tutto schifo, hanno già deciso tutto, non si conta nulla,...
A proposito nella mia zona di tette e culi non se ne può più, ne abbiamo in abbondanza!!!!!!!!!

sembraincredibile ha detto...

Non sai l'inglese? Guarda che dopo l'ultimo governo Berlusconi tutti in Italia sanno l'inglese. Cos'è, quando c'erano le 3 "i" tu non stavi attenta?

;-)

Quello applicato da Transition è di fatto un "metodo" per bucare la nebbia. Parte da un ragionamento molto lucido su cosa coinvolge la gente e cosa no e applica tecniche intelligenti per stimolare e amplificare il coinvolgimento.

Io in questo blog ho creduto di dare molti strumenti per l'analisi delle situazioni e su come ci si deve costruire un'adeguata forma mentis per affrontarle correttamente sul piano dei contenuti e della comunicazione. Ma mi rendo conto che è difficile per chi non è "formato" adeguatamente.

Quindi leggi il prossimo post.