venerdì 23 maggio 2008

Coinvolgere le persone

Sembra incredibile, ma coinvolgere le persone non è poi così difficile se si rispettano le regole del gioco.

Prendo spunto da un commento di "scoraggiata" per dare alcuni suggerimenti sperando possano risultare utili a qualcuno. Ecco il commento di "scoraggiata":

sembra incredibile, ma qualunque cosa si faccia la gente non esce di casa. La processione del paese non tira, il circolo del pd non tira, la festa paesana una tragedia, un comitato apartitico nulla,spettacoli di vario genere vedono sempre i soliti pochi volti presenti, elezioni asbuc 120 persone su circa 2000. come si fa a tirare fuori dalle case le persone? ma soprattutto come si fa ad andare oltre la sterile critica a tutto e a tutti?
e' vero le cose sono complicate e avolte anche sporche, ma chi crede di poter fare meglio dov'è solo su un forum di zona a scrivere grillate per di più anonime.
è un buon momento?


1. Segui le regole del gioco

Devi imparare le regole del gioco, anche se non ti piacciono e non le condividi. Sono state prodotte da un sistema molto più grande di te che non puoi controllare, se non puoi combatterlo sfruttalo a tuo favore.

2. Se puoi usa uno specialista

Se riesci recluta un esperto di comunicazione che appoggi la tua causa. Lui conosce le regole e sa come si gioca, così tutti i tuoi problemi sono risolti. Ti segnalo questa ipotesi perché spesso non viene nemmeno presa in considerazione e invece è quella più produttiva.

Ci sono iniziative anche importanti e dotate di risorse economiche non indifferenti (come alcune fiere locali, feste di paese, sagre, convegni) che non sono minimamente supportate da una strategia di comunicazione. Al massimo ci si limita a commissionare una grafica gradevole per i manifesti. Questo è non aver capito come si gioca, poi non bisogna lamentarsi dei risultati.

3. Scopri cosa piace alla gente - coinvolgimento trasversale

Alla "gente" piace mangiare (possibilmente gratis), piace il sesso (più da vedere che da fare, sempre preferibilmente gratis), lo sport (più da vedere che da fare, il calcio soprattutto) le tette (anche alle donne), gli scandali e il pettegolezzo vario (anche agli uomini).

La gente adora le telecamere e le star della TV anche quelle di quart'ordine ammuffite e dimenticate vanno bene, giuro, se poi son fresche ovviamente è meglio (forse non sapete che molti personaggi televisivi, escludiamo quelli di primissimo piano, guadagnano molto più con le "ospitate" in feste, cene e discoteche che con i compensi delle trasmissioni che a volte sono addirittura modesti. In pratica vanno in televisione anche gratis per poi poter fare i soldi con le "ospitate").

Poi alla gente piace ridere, piace meravigliarsi e sognare, piace provare emozioni forti e intense.
Alla gente piacciono le cose nuove, ma non troppo.

Non importa se questo è giusto o sbagliato, le regole son queste e sono quelle che contano.
Tu puoi scegliere su cosa puntare, sapendo che le donne nude e le lasagne sono una strada facile, fare sognare è molto più complesso. Tutte queste cose generano comunque coninvolgimento trasversale, attirano un po' tutti insomma.

4. Scopri cosa piace alla gente che ti interessa - coinvolgimento verticale

Chi si occupa di marketing sa che a volte è più facile proporre un determinato argomento ad un certo gruppo di persone piuttosto che ad altre. Cioè, se devi vendere un pallone da calcio vai al circolo del calcio e non a quello del basket.

Quindi a volte è più facile procedere operando su gruppi accomunati da qualcosa. Si può parlare di ecologia organizzando un corso di cucina, per esempio. È più facile che proporre l'argomento in forma astratta. Si può parlare di legalità invitando dei ragazzi a vedere un film piuttosto che una conferenza. Si può parlare di solidarietà organizzando una partita di calcio. Ecc.

5. Cavalca l'onda

Se passa un onda mediatica favorevole sfruttala. Domani è una buona giornata per fare una manifestazione contro le centrali nucleari o per parlare di energie alternative perché oggi stampa e televisione non parlano d'altro. Se invece volevi fare qualcosa in sostegno del Tibet libero lascia stare, l'onda è già passata.

6. Quelli da convincere sono quelli che non la pensano come te

Questa è una regola che la sinistra italiana non riesce a interiorizzare e anche gran parte dell'associazionismo ha lo stesso problema. Si tende infatti a parlare ed alimentare il convincimento di chi è già perfettamente convinto di una certa cosa, trascurando completamente gli altri, quelli importanti, quelli da convincere.

Così gli ecologisti parlano con gli ecologisti, i comunisti con i comunisti, i pacifisti con i pacifisti ecc. Così si perdono le occasioni, le battaglie, le elezioni... Se si vogliono ottenere risultati bisogna, anche in questo caso, imparare a comunicare.

È una regola antica, anche i vangeli sono stati scritti (targettizzati diremmo oggi) in forma diversa tenendo in grande considerazione la natura del pubblico che doveva ascoltarli.

Quindi se gli ecologisti continuano a parlare agli ecologisti con linguaggio e argomenti da ecologisti è difficile che un pubblico esterno a questa categoria venga coinvolto. Per produrre cambiamenti e coinvolgimento è più importante che gli ecologisti imparino a parlare agli industriali individuando il linguaggio giusto e gli argomenti per coinvolgerli (tipo: "Non ti frega niente dell'ambiente? Allora forse ti interessa risparmiare sul costo di smaltimento dei rifiuti").

Spero di essere stato chiaro (nel caso chiedete che provo a rispondere).

11 commenti:

Laura ha detto...

Sembra incredibile,
ma siamo ancora qui a parlare di nucleare. E per fare in fretta stiamo mettendo tutto in un unico grande calderone, senza considerare le scorie, i siti, l'esaurimento progressivo dell'uranio.
Insomma, qui si sta facendo tutto troppo velocemente, e la stampa di regime non fa che sottolineare quanto magicamente i problemi si risolveranno.
Siamo tutti homer simpson,qui, io non mi fido, e temo tantissimo per il mio futuro.
Hai una parola positiva, vero?
Lo spero, perchè ora vedo solo un cieco ottimismo per la gente, che pur di veder cambiare, passa volentieri dalla padella alla brace.

sembraincredibile ha detto...

Separa propaganda e sostanza, gli studi più ottimistici dicono che in Italia, se tutto va bene, ci vogliono 13 anni per fare una centrale nucleare. Ma in un paese dove non si riesce a fare una semplice discarica pensi si riesca a fare una centrale nucleare in tempi stretti? Io sinceramente ne dubito (e magari ne avremmo anche bisogno se è vero che abbiamo raggiunto il peak oil, cosa che si sta discutendo animatamente a livello internazionale e di cui qui nessuno parla perché siamo impegnati a dar la caccia agli zingari). Però per tirarti sul posso dirti che mentre al governo fanno le solite demenzialità, sto scoprendo mille amministrazioni locali che fanno cose ammirabili con grande sostegno della popolazione applicando buon senso e buon governo e raccogliendo i frutti dei circuiti virtuosi che in questo modo si producono. Io lavoro per questa rivoluzione e ti assicuro che sta avvenendo in modo quieto ma tangibile, facciamo di tutto per farla crescere.

Laura ha detto...

Ho tutte le intenzioni di fare la mia parte in questa rivoluzione sottile e pacifica. Ho solo paura che loro siano più veloci di noi, e che la nostra enorme qualità non sia abbastanza.
Perdonami: soffro di pessimismo cronico, e cerco di curarmi come posso, ma so di esserne affetta.
Tra l'altro sono d'accordo con te sui tempi troppo stretti, sui troppi problemi da affrontare.
Il peak oil è un argomento serissimo, e andrebbe valutato altrettanto seriamente.
Butto lì una parola: ricerca.
Anche nel nucleare, volendo, perchè no.
Ma questo paese è popolato solo da Homer Simpsons, e temo che per fare in fretta evitando i realistici problemi che poni anche tu, ci prendiamo gli scarti della Slovacchia.
Insomma, lo ho già detto del pessimismo cosmico.
Speriamo che questi tredici anni siano sufficienti a fare in modo che la nostra rivoluzione abbia degli effetti sempre maggiori, così tangibili, ormai, da essere senza ritorno, per non ripiombare ancora nella consueta becera tendenza a rincorrere gli altri ciecamente, e a produrne sempre una brutta copia.

sembraincredibile ha detto...

Ti sembrerà incredibile, ma anche a livello di ricerca non siamo messi poi così male, pochi giorni fa conversavo amabilmente con uno dei massimi esperti mondiali di tecnologie al plasma, per altro utilizzabili negli inceneritori per annullare diossina e polveri volatili (lo fanno già in molti paesi del mondo, in giappone dagli inceneritori non esce un grammo polvere). I capoccioni di questa tecnologia (e di mille altre) sono tutti qui (ce ne sono anche tanti che son scappati e che tornerebbero volentieri), solo che son quasi tutti chiusi in cantina. Basterebbe far girare un po' il vento. Serve ottimismo, non paura. La paura schiaccia e ci rende incapaci di pensare, abbiamo bisogno di immaginare il futuro. Quindi smettila e guardami negli occhi: tu sei ottimista, tu sei ottimista, tu sei ottimista, tu sei ottimista... poi mi fai sapere se ha funzionato eh?

Laura ha detto...

Ha funzionato a metà,diciamo.
Mi chiedo concretamente cosa io possa fare per fidarmi di questo stato dove i cervelloni sono in cantina, e stanno facendo la muffa, oramai, purtroppo..riaprire le centrali degli anni settanta è assurdo,bisognerebbe aprirne di nuove. Più sicure. Ma costa troppo.. insomma, continuo a essere scettica.
E un po' mi dispiace di aver creato questa discussione qui, monopolizzando il blog con i miei dubbi e i miei ragionamenti...
non so, forse è più opportuno girare in privato questo dialogo? o può essere spunto anche per i lettori?

sembraincredibile ha detto...

Laura... respira.
;-)

Daria & Marco ha detto...

Buondì, per le centrali non vi preoccupate... Siamo in Italia! Faranno tutte le autorizzazioni, troveranno i siti, costruiranno con materiali scadenti, faranno profitti come al solito e poi... nel 2020 ci si accorgerà che non c'è più uranio per farle funzionare. Non perché sia esaurito in natura ma solo perché nessuno avrà intenzione di vendercelo e ridurre le proprie scorte. Anche l'uranio finirà quindi dopo aver sperimentato il peak oil tutti produttori sapranno che è meglio tenersele le riserve... saranno solo altri soldi buttati.

A proposito di picco... vi è capitato di vedere la curva delle esportazioni negli ultimi anni? Cala molto più velocemente dell'esaurimento del petrolio...

Infine vorrei dire che credo anche io che gente volenterosa riuscirà a creare nuovi standard da imitare da chi "non è un innovatore"...

Quindi anche se siamo pochi, con poco tempo e poche risorse... ognuno di noi crea una piccola realtà che ha effetti dirompenti sul sistema generale. Crea un precedente. Ed il precedente è la base per qualsiasi cosa. Per esempio in Italia non saremmo a parlare di auto elettrica se non ci fosse Pietro Cambi con il suo cinquino e una manciata di patiti.

Le rivoluzioni non nascono perché uno salta su e dice mi sono rotto facciamo la rivoluzione... internet in meno di 15 anni ha cambiato il mondo... quando hanno iniziato ad utilizzare la rete gli universitari la gente usava la biro.
Siamo nella stessa situazione con le energie alternative e l'ecologia ... ma ora c'è internet! C'è solo da dare l'esempio, tutti i giorni, aggiungere un tassello, creare il precedente, e dimostrare, nei fatti che le alternative ci sono e sono molto meglio.

PS oggi ho voglia di scrivere e ti piazzo qualche commento qua e la.
;-)
M.

Daria & Marco ha detto...

Tornando in tema.
I nostri amici si stanno coinvolgendo tutti... alcuni più lentamente altri in tempi da record. Ognuno con le sue idee particolari, la propria interpretazione delle cose, ma sentire un discorso sensato crea un opportunità di riflessione...

In ufficio sto facendo un esperimento. Siamo in due a parlare in continuazione di argomenti "rivoluzionari"... poi ogni tanto butto una piccola pallina da raccogliere per vedere a che punto siamo. C'è chi raccoglie! In ufficio non è semplice... ma anche sentire due che parlano di argomenti interessanti come (ad esempio...) la fine del petrolio desta curiosità. Ascoltano. Poi quando i mezzi di comunicazione di massa cominceranno a parlarne seriamente avremo dimostrato che siamo persone informate e cavalchiamo l'onda prima che arrivi... Un po' come un surfista che dice: "guarda quell'onda" (quando nessuno la vede)... è chiaro che quando arriva l'onda e qualcuno si trova a bere fa tesoro dell'esperienza e alla prossima "guarda quell'onda"... sale sulla tavola invece che rischiare di rimanere sotto il frangante.

PS mi piace questa metafora... :D
Adoro farmi i complimenti da solo.
Baci

Daria & Marco ha detto...

Laura, non ti preoccupare, mi sembra costruttivo questo scambio di opinioni e se non vi dispiace lo manterrei pubblico!

Alcune osservazioni che mi sono venute leggendo il post - utile per chi vuole essere più comunicativo... io ho serie difficoltà.

Punto 1. sono d'accordo: seguire le regole del gioco

2. lo specialista non è facile da trovare... a gratis. e poi che condivida le tue idee... per le associazioni è dura. quindi o lo paghi e gli fai capire quello in cui credi oppure speri di avere molta fortuna e di imbatterti per caso in un bravo esperto molto intraprendente e naif! però il problema dei soldi non è da sottovalutare (se vogliamo parlare di piccole associazioni ovviamente... non a livello di legambiente, wwf, ecc ecc).

3. coinvolgimento trasversale: ecco, sempre pensando alla realtà delle associazioni in cui mi muovo, con il cibo potrei riuscire a combinare qualcosa ma il resto (tette, sport, sesso, scandali, ...)proprio no... anzi temo che si otterrebbe l'effetto opposto. Non so... parliamo di un Gruppo d'Acquisto Solidale... famiglie, ragazzi "alternativi", persone attente al biologico, filiera corta... mica posso parlare in un invito di roba da canale 5. o no? Se no quelli che ci sono già scappano via. Voglio dire che quando cerchi di allargare un gruppo e coinvolgere gente comunque devi stare molto attento a chi già fa parte di un gruppo con tutte le diverse sensibilità... altrimenti potrebbe essere visto come mancanza di serietà, un tradimento, un "allora sei proprio come tutti gli altri" "in questo mondo sono solo"

4. Coinvolgimento verticale: ok, condivido

5. Cavalca l'onda: mmm... sono perplessa... anche questo lo capisco ma non mi convince affatto... ci devo pensare... però non mi piace.

6. col 6, cerca di convincere gente che non la pensa come te, sono d'accordo al 100%. però è difficile a livello empirico. nel senso che se sei di sinistra è più facile che ti trovi a cenare e a parlare di politica con uno di sinistra... con i vari confronti che seguono e discorsi accesi. Ma con il tuo amico di destra forse si parla di vacanze e di altro per evitare di cadere in un litigio. oppure se sei un ecologista è molto più facile tendere a trovare chi la pensa come te, e di nuovo a confrontarsi e magari discutere su chi è favorevole alla borsa di cotone e chi al mater bi... perché bio carburanti sì- biocarburanti no... macchina a metano o bicicletta? ecc ecc.

Insomma, per dire che è più difficile parlare con chi non la pensa come te... più raro incontrarsi.

Anche noi in fondo ci leggiamo e scriviamo a vicenda. Io oggi leggo questo blog e non quello di chi mi vuole vendere l'omino bianco... che invece dovrebbe essere colui che dovrei convincere a usare i detrsivi ecologici...

Non volevo essere polemica, solo esporre alcune perplessità più pratiche che teoriche.

buon fine settimana! c'è il sole!

Daria

sembraincredibile ha detto...

Daria e Marco, con voi due ci si vede in pizzeria che non si può mica parlare seriamente di tutta sta roba nei commenti di un blog ;-)

Katia Verza ha detto...

Ciao Sembraincredibile, a leggerti mi viene in mente la PNL. Cercare di restare sopra le righe non è affatto facile. Ma soprattutto governare le proprie emozioni, per arrivare a quelle degli altri è ancora più difficile. Perchè le proprie emozioni ci fregano. Diventare in un qualche modo dei manipolatori, bhè... resta a mio avviso difficile, forse perchè per me lo è. Sto riscontrando molta fatica nel mio settore lavorativo, le ho provate tutte.
Ti chiedo se potresti darmi qualche suggerimento. Uno me l'hai già dato, anche se non c'entra molto con il mio lavoro, ma come dici tu, le regole non le abbiamo fatte noi.
Inizio con il dirti che lavoro nell'ambito della cinofilia, sono un allevatrice e un educatrice cinofila, la prima professione non andrebbe male, se non avessi un problema di intoppo Naturale Evolutivo, nel mio soggetto. Qui l'uomo non ci può far nulla. Ma il mio secondo lavoro è l'educazione. Non mi dilungo molto, perchè non vorrei rubarti ulteriore tempo, ti racconterò solo se potrai o vorrai darmi anche un solo piccolissimo spunto.
Hai scritto cose sensate, alcune non mi piacciono, ma questo non piacere è legato alla mia natura di persona, però concordo che hai purtroppo ragione.

Attendo un tuo gentile riscontro. Nel frattempo ti ringrazio di aver condiviso la tua opinione.
Cordiali saluti Katia